La principessa azzurra

IMG_3809In questi giorni ho ripreso in mano Il Manuale delle Relazioni, di George Pransky. Era lì da un anno e non lo avevo più calcolato dopo la prima lettura.

Sì, mi era piaciuto ma non avevo più avuto modo di rileggerlo. Poi l’altro giorno l’ho visto e me lo sono portato in giro: l’ho riletto mentre aspettavo il mio turno dal dottore, alla posta e mentre assaporavo i pochi spicchi di sole di questo periodo.

E mi ha scioccato. Davvero. Perché dentro c’è così tanta verità che così tutta insieme fa anche un certo effetto.

La prima cosa che mi balza agli occhi mentre lo leggo è: oh mio Dio quanti malintesi ci fanno aggrovigliare lo stomaco, quando viviamo una relazione!

Prendi per esempio la storia del principe azzurro ( o della principessa azzurra). A chi di noi non è mai capitato, dopo la fase del: voglio stare sempre con te, amore della mia vita, di notare quelle imperfezioni che ci fanno perdere le staffe e che pare, attutiscono il desiderio fisico, la vicinanza e la progettualità?

Immagino  sia una cosa comune per tutti coloro che hanno scavallato  il primo anno.

Per semplificare e davvero, me lo posso permettere solo perché questo è un post di Blog, dividerei la reazione delle persone in tre grandi categorie:

1. Quelle che iniziano a perdere l’interesse per il proprio compagno davanti alle piccole criticità quotidiane, e decidono di andare altrove.

2. Quelle che rimangono all’interno della relazione e ci stanno male, sognando il principe azzurro e prendendosi anche sul serio.

3. Quelle che vanno oltre alle divergenze e stanno bene a prescindere.

Al netto dei #treprincipi, io scelgo sempre di comportarmi come al punto 3, ma so cosa significa soggiornare al punto 2. L’ho fatto per anni.

E la cosa interessante è che se pensi sempre che sia l’altra persona ad essere manchevole  (che non ti sa prendere come vuoi tu, che non fa abbastanza, che ti fa pressione per cose insulse) e proprio per questo non puoi vivere l’amore vero, beh sei  fuoristrada.

Anche se cambiassi partner per mille volte, ti imbatteresti sempre nello stesso schema. E non voglio fare dell’esoterismo, è solo che finché non ti risveglierai al fatto che tutto quello che cerchi all’interno di una relazione: connessione, amore, intimità sono tutte caratteristiche che crei all’interno del tuo stesso pensiero, allora sarai sempre esposto all’illusione che esista nel mondo il tuo principe azzurro e non ti stancherai mai di cercarlo.

Quali sono però le implicazioni di questo?

1. Che non ti impegnerai: dedicarsi in maniera esclusiva, significa perdere la possibilità di incontrare il tuo principe azzurro e non ti passerà nemmeno per la testa per esempio di sposarti, smettere di andare balzellando per altri orti e prenderti cura di qualcuno se perdesse la salute (in questo caso pagare qualcuno che lo faccia al posto tuo non vale).

2. Mentre tu non t’impegni, il tuo partner lo sente. Hai presente quando telefoni a qualcuno e percepisci immediatamente che non è disponibile in quel momento? Magari la telefonata prosegue regolarmente ma  senti che c’è qualcosa che non gira. E allora ti fermi e chiedi: Tutto bene? Vuoi che ci risentiamo? E lui dice: no, no, dimmi pure. E allora vai avanti un po’ per educazione e un po’ perché ti fidi di quello che dice, ignorando quello che senti a livello intuitivo: e  in questo giochino capita di sentirsi agitati e confusi ( ma come, mi dici dimmi dimmi e poi stai facendo altro?). E quando capita ognuno reagisce a suo modo: c’è che si ingelosisce, chi rompe le scatole, chi si lamenta. E invece di comprendere che quel comportamento è solo la conseguenza naturale di un pensiero agitato, rappresenta per chi è alla ricerca della principessa azzurra  l’ennesima conferma che sì hai ragione, lei non è proprio la persona giusta, quella che ti fa perdere la testa.

3. Sei talmente tanto preso a fare le misure e le comparazioni che ti perdi tutto quello che c’è lì per te. E se solo smettessi di intrattenerti con tutto quel brusio, magari ti piacerebbe. Magari potrebbe anche essere un nuovo inizio.

E allora mi chiedo cosa accadrebbe se spezzassi questa routines. Cosa accadrebbe se prendessi la persona con cui stai e t’impegnassi con lei, le rimanessi leale e ti coinvolgessi a tal punto da non avere più confini del mio e del tuo, senza prendere troppo sul serio tutte le volte che si agita per la paura di perdere l’equilibrio.

E  mi chiedo anche come sarebbe se tu vivessi la relazione con la consapevolezza che il tuo Benessere non ha niente a che vedere con il suo andamento,  ma che è sempre a disposizione a prescindere da chi hai di fianco.

Sì lo so questo sfata un po’ il mito della principessa azzurra con cui finalmente vivere felici, amati e contenti ma per quanto mi riguarda, mi libera dal peso di credere che sono io la responsabile della felicità altrui, che tra l’altro è  una delle più grandi minchiate, scusate il termine, mai coniate dall’uomo.

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One comment
  • Monica
    Posted on 6 maggio 2016 at 11:40

    Quando mi ricordo che non dipende da chi mi sta accanto come sto, recupero l’equilibrio e mi sento fortissima. Quando mi sento in equilibrio e fortissima amo mio marito più che in qualsiasi altro momento! Grazie Simona per averlo reso così facilmente comprensibile!

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