Essere Genitori: rendi le cose più facili

Sono sinceramente mossa da curiosità davanti a quei genitori carichi di sani principi, che hanno la vocazione a pianificare la vita dei propri figli, con l’idea di rendere più confortevole e sicuro il loro viaggio. 

La mia prima reazione, sarebbe iniziare a fare domande ad ampio raggio, tipo interrogatorio. Poi mi riprendo, sopprimo ogni volontà investigativa e la mia curiosità insoddisfatta si trasforma in ilarità, quella per dire, che usavano le nonne quando raccontavi che da grande volevi vivere su un albero.

Cioè, detto  veloceveloce, me la rido sotto i baffi, aspettando il giorno in cui questi adorati bambini alzeranno la testa e si trasformeranno senza preavviso nell’incredibile Hulk, proprio sotto gli occhi di genitori esterrefatti che guarderanno increduli a quell’essere sdraiato sul divano circondato da: ipad, telefono, portatile e Xbox.

Periodo curioso l’adolescenza che mette alla prova tanti genitori di buona volontà, soprattutto quelli che sanno come va il mondo, che hanno idee precise su ciò che è giusto fare e quelli che vorrebbero che i propri figli si risparmiassero tutti gli errori della generazione precedente.

Io rido, perché sapete, il momento della resa, arriva per tutti. Prima un genitore se ne rende conto e meglio è per lui, per la sua serenità e per la relazione. Però vi prego, non fate l’errore di credere che arrendersi abbia a che vedere con il fregarsene, perché credo non sia umanamente possibile smettere di amare il proprio figlio al punto di ignorarlo per il resto della vita, rimanendo pure felici.

Arrendersi ha più che altro a vedere con il risvegliarsi ad alcune idee che credo siano essenziali in qualsiasi relazione, tanto più nei confronti di persone in crescita che hanno bisogno di spazio per fare delle prove, sbagliare e poi ricominciare.

1. Tutte le persone nascono perfettamente abili a vivere. Incredibile ma vero, ogni essere vivente sa esattamente cosa fare quando viene lasciato libero e amato allo stesso tempo. Di solito segue la sua migliore sensazione e risponde a ciò che ha senso per lui/lei in quel preciso momento. Nel caso in cui il nostro adorato bambino faccia qualcosa che proprio non ci va giù, dalla cosa più semplice come mentire su un compito andato male a scuola, a quella più grave che potrebbe essere incappare nella microcriminalità senza cognizione di causa, beh direi leggete i punti 2 e 3.

2. Tutti hanno bisogno di sbagliare e toccare il fondo per rialzare la testa e ridefinire i valori fondamentali della propria vita. In quel contesto la mano di un genitore serve per tracciare una linea di disponibilità sulla quale non si transige. Tale linea, non è dettata da concetti astratti di giusto e di sbagliato ma dalla reale disponibilità del genitore nel fare o non fare alcuni azioni.

3. Nessuno comprende l’esperienza dell’altro per osmosi. Cioè, il solo fatto di raccontare i propri errori, impedire alcune scelte o imporre un determinato stile, non impedirà ai vostri figli di seguire la propria natura. Renderà tutto solo molto più complicato e difficile.

4. Buttare in faccia ai figli le proprie preoccupazioni, non farà di loro delle persone più caute ma le renderà più guardinghe nei vostri confronti con conseguente perdita di credibilità.

5. Ascoltare profondamente i propri figli, come d’altronde tutti coloro che gravitano intorno a noi ha a che vedere con la capacità di lasciare le persone libere di pensare quello che pensano e rimanere in silenzio anche quando vorremmo offrire la nostra opinione.

E poi il sesto punto che adoro: continuare a rimanere presenti, anche quando non li sopportiamo, puzzano e ci considerano dei minchioni. Essere lì, per ricordare loro, che sono delle persone bellissime al di là di ciò che fanno o pensano e che noi li ameremo sempre.

Ecco genitori, se vi interessa il 13 e il 14 maggio il dott. Jack Pransky sarà a Carpi a fare un seminario di un giorno e mezzo. Se siete interessati a questi temi, cliccate sul link e datevi una mossa. Ci vediamo lì.

Keep in Touch

Vi vedo,
Simona

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